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Cesena

Sogliano

Un'insegnate mantiene e cura un marocchino in come da due anni. E' un lento ritorno alla vita

 

Se qualcuno pensa che i romagnoli non hanno cuore e amore verso gli extracomunitari che hanno bisogno di aiuto si sbaglia. La storia di Hajjaj Sebbane, 31 anni, di Casablanca lo dimostra. Due anni fa, dopo avere lavorato a Milano Marittima come lavapiatti al ristorante "Notte e dì" mentre era in Marocco a trovare i suoi familiari, Hajjaj ha un incidente stradale: lui in coma, la sorella gravissima e la nipotina morta. Per Hajjaj ci sono poche speranze se non quella di riportarlo in Italia per farlo uscire dal coma. I suoi amici del ristorante dove lavorava raccolgono i soldi necessari per Hajjaj e nell'ottobre scorso inizia il viaggio della speranza in Romagna. Per tre mesi è ospite del Sol et Salus di Torre Pedrera, poi per una settimana della Caritas a Bertinoro. Per Hajjaj occorre un famiglia disposta ad aiutarlo e un luogo "attrezzato" dove alloggiare. A Sogliano al Rubicone Tina Broccoli, 51 anni, Insegnante del metodo Feldenkrais (movimento del corpo), conosciuto il caso del marocchino, si offre di aiutarlo e chiede la possibilità di trasferirlo presso la locale casa di riposo per anziani, accollandosi tutte le spese di mantenimento e praticandogli giornalmente due lezioni per risvegliarlo. Il presidente dell'ente, Oliver Ortolani, e l'amministrazione danno l'ok per 4 mesi, mantenendo inalterata la retta, visto il caso particolare. Attorno a Tina si è formato un gruppo di volontari che segue Hajjaj giornalmente. Da cinque anni a Milano Marittima c'è anche suo fratello Abdel Aziz che lavora nello stesso ristorante di Hajjaj, ma che deve spedire i soldi a casa per mantenere i familiari.

Perché ha fatto tutto questo per un ragazzo di colore?

"Prima di tutto la vita di una persona non ha colore o razza - afferma Tina Broccoli - . Avendo disponibilità economica potevo aiutarlo, ma quello che è più importante è che con questo metodo ho intravisto la possibilità di strapparlo alla morte"

In che cosa consiste il suo "lavoro"?

"Mobilizzare le parti del corpo che da due anni erano praticamente cemento. Il secondo giorno ho capito che lui mi comprendeva e mi rispondeva con gli occhi battendo le ciglia. Gli ho chiesto se voleva tornare a camminare e a parlare e lui ha battuto le ciglia".

Oggi quali sono le sue condizioni?

"Il lavoro è stato durissimo, a volte disumano. Oggi muove la testa, gli occhi, sta seduto e riesce per un po' a tenere la testa su. E' diminuita la rigidità muscolare che impedisce la mobilità. Comincia a sillabare come i bambini prima di cominciare a parlare e muove le mani e braccia".

Ci sono possibilità che guarisca?

"Completamente no. Ma se lui vuole, può arrivare a sedersi prima in carrozzina e poi forse muoversi con le stampelle. Ci vorranno ancora mesi di lavoro con questo metodo, stimolando il sistema nervoso. I problemi adesso sono altri. In aprile Hajjaj dovrà lasciare la casa di riposo e io faccio fatica a mantenerlo per sempre. Se tornasse in Marocco morirebbe entro breve tempo. Mi serve una struttura vicina a Sogliano che lo ospiti e io sono disposta a continuare per lui gratuitamente il mio lavoro perché sono convinta che il metodo Feldenkrais lo aiuterà a uscire completamente dal coma".

[Ermanno Pasolini]

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