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L'altro Natale

Il nordafricano semiparalizzato curato con un metodo alternativo

Si chiama Feldenkrais la speranza di Hajjaj

 

Ha un nome aspro e leggermente inquietante la nuova speranza che si apre per Hajjaj Sebbane, il giovane nordafricano semiparalizzato assistito dal comitato "Pari diritti" di Forlimpopoli.

Dopo tre mesi di cure alla clinica "Sol et salus" di Torre Pedrera e dopo aver riacquistato una soddisfacente condizione generale, Hajjaj Sebbane è stato ospitato nella casa di riposo di Sogliano al Rubicone per venir sottoposto ad un ciclo di cure col metodo "Feldenkrais".

Il nordafricano - dipendente di un ristorante di Milano Marittima rimasto gravemente ferito in un incidente stradale - sarà seguito dalla professoressa Tina Broccoli, che si occupa di medicina alternativa usando appunto il metodo Feldenkrais: un processo di apprendimento basato sulla profonda integrazione fra movimento, sensazioni, sentimenti e pensiero.

Scopo del metodo è ottenere una maggiore consapevolezza e creatività nel proprio modo di muoversi favorendo l'eliminazione di blocchi, tensioni psichiche, dolori fisici.

Il caso di Hajjaj ha visto la mobilitazione, oltre che della prof. Broccoli, di tanti soglianesi, della casa di riposo e del suo presidente Oliver Ortolani, nonché di Vincenzo Bertini, che ha preparato scatole per la raccolta di fondi con la frase "Con un giorno dei tuoi risparmi potresti aiutare Hajjaj per la vita".

Il comitato "Pari diritti" invita infine nuovi volontari a farsi avanti e chiede contributi sui conti correnti 5593/70 della Banca Popolare di Ravenna (filiale di Milano Marittima) e il 234326/9 della Banca di Forlì.

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