Osteoporosi (1)

 

Come si modifica l'osso

In seguito al rimodellamento non bilanciato la massa del tessuto osseo spugnoso si riduce di consistenza e robustezza, diventando, di conseguenza, più fragile e sottile, la solidità dell'osso viene compromessa ed aumenta il rischio di frattura.

L'influenza dell'osteoporosi sulla struttura ossea


Le ossa sona formate da una membrana esterna connettivale fibrosa, il periostio, da un tessuto compatto e denso e da uno strato di tessuto spugnoso. Nell'osso osteoporotico i due strati interni diventano sempre più sottili.

Picco di massa ossea

Per picco di massa ossea si intende la somma totale del tessuto osseo quando raggiunge il massimo valore. Il picco di massa ossea si raggiunge attorno ai 20 anni e rimane stabile fino ai 30, per poi diminuire dai 35 anni. E' proporzionale alla quantità di calcio che il soggetto è riuscito ad accumulare nel corso degli anni.

I fattori che influenzano il picco di massa ossea sono:

- sesso (negli uomini è maggiore rispetto alle donne)
- razza (nella razza nera è maggiore rispetto alla bianca)
- componente ereditaria (nei figli di donne con osteoporosi il picco è minore)
- il menarca (comparsa della prima mestruazione nella donna con età inferiore ai 14 anni)
- l'alimentazione
- l'attività motoria
- lo stato ormonale

Perdita di massa ossea

La perdita di massa ossea è correlata all'età ed ha inizio sia nelle donne che negli uomini intorno ai 40 anni. Nelle donne la perdita dei tessuti spugnosi varia dal 30 al 50%. Negli uomini è pari ai 2/3 del valore precedente.

La differenza è legata:

- alla menopausa
- alla concentrazione degli ormoni sessuali
- Squilibrio fra riassorbimento e formazione
- al livello di massa ossea situata sotto la soglia di frattura

Per cui le donne sono più esposte al rischio di osteoporosi perché:

- hanno minor quantità di tessuto osseo rispetto all'uomo
- perdono quote maggiori di massa ossea durante la menopausa
- vivono più a lungo degli uomini

Fattori che influenzano l'osteoporosi

Potenzialmente tutti possono sviluppare l'osteoporosi; ma alcuni soggetti sono a rischio più di altri. I fattori a rischio riportati da più autori sono:

- Familiarità (in alcuni nuclei familiari l'incidenza statistica è maggiore che in altri)
- Razza (la razza bianca e asiatica hanno un'incidenza maggiore di quella nera)
- Età (dopo i 35/40 anni si ha una diminuzione della massa ossea)
- Sesso (più frequente nelle donne che negli uomini)
- Peso (corporeo l'incidenza è maggiore nelle donne magre o con costituzione corporea minuta)
- Picco di massa ossea
- Fisico (incidono statura, corporatura, nutrizione nell'infanzia)
- Vita sedentaria (con scarso apporto di Ca e vitamina D)
- Menopausa precoce (prima dei 45 anni)
- Senilità
- Malattia degli apparati endocrino, digerente, renale
- Assunzione di cortisone come terapia nei processi infiammatori
- Assunzione di alcool e tabacco
- Stress

Menopausa

Si distinguono due tipi di osteoporosi: osteoporosi da menopausa e osteoporosi legata all'età.

Fra i 45 e i 55 anni, le ovaie entrano in riposo e smettono di produrre ormoni sessuali. La caduta del livello di estrogeni stimola il ricambio osseo causando uno squilibrio fra perdita e ricostruzione dell'osso in ogni ciclo, con conseguente diminuzione annuale del 2-3%. Questa perdita accelerata di osso continua dai 4 agli 8 anni dopo la cessazione del ciclo mestruale poi si assesta ad un ritmo moderato. Contemporaneamente al riassorbimento osseo si verifica anche un flusso di calcio nelle urine.

La dieta

I fattori nutrizionali possono avere ripercussioni sulle condizioni dello scheletro. Uno scarso apporto di calcio e di vitamina D e con una limitata attività psicomotoria durante l'infanzia e l'adolescenza possono determinare un picco di massa ossea inferiore alla norma che, nelle età successive, può far aumentare la perdita ossea con rischio di fratture.

Ormoni

* Estrogeni: sono ormoni prodotti dalle ovaie che bilancino l'attività fra osteoblasti e osteoclasti. Il deficit durante la menopausa fa predominare l'attività degli osteoclasti. Le ossa diventano deboli e fragili, sono soggette a fratture. Inoltre la concentrazioni degli ormoni sessuali gioca un ruolo importante nell'attivare l'enzima della vitamina D: l'alfa-idrossilasi, prodotto nel rene, che favorisce l'assorbimento del calcio a livello intestinale e modula la calcitonina.

* Calcitonina: è un ormone prodotto dalla tiroide ed inibisce il riassorbimento osseo ostacolando l'attività degli osteoclasti. La sua produzione sembra sia influenzata dall'attività degli ormoni sessuali.

* Paratormone: E' prodotto da ghiandole situate dietro la tiroide: le parotidi. Quest'ormone regola il livello di calcio nel sangue denominato calcemia, aumentando l'attività degli osteoclasti.